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Γνῶθι σεαυτόν

Ripensare il futuro. Agorà. Cultura per la vita quotidiana. Omegna 11-12-13 settembre 2020

Socrate sosteneva l’idea che l’uomo è veramente uomo solo in mezzo agli altri uomini: situazione virtuosa in cui ognuno è libero di manifestarsi attraverso lo spazio aperto del dialogo.

L’interazione, nello specifico il dialogo con l’altro, era per Socrate la condizione imprescindibile dell’autentica esistenza umana.

La vita politica degli uomini, indicata da Aristotele bios politikos (βίος πολιτικός), risulta fondata su due fattori peculiari e determinanti la condizione umana: praxis (πρᾶξις) e lexis (λέξις), ovvero l’azione e il discorso, ritenuti dal pensiero greco elementi particolari del progresso umano rispetto al mondo animale, in cui esiste l’aggregazione, ma non esiste la capacità specifica di argomentare ed esprimere i propri pensieri attraverso le parole.

La polis greca, per tale motivo, era lo spazio in cui le decisioni comuni avvenivano per mezzo delle parole, attraverso i discorsi opportuni senza l’uso della forza o della violenza. Chi si trovava fuori da questo spazio politico, schiavo, o barbaro, era considerato aneu logou (ἄνευ λόγου), cioè senza parola, privato non di una facoltà, ma escluso da una condizione di vita in cui solo il discorso aveva senso, come testimonianza della realizzazione completa dell’uomo e del cittadino.

In epoca di pandemia, di  lockdown, di confinamento e isolamento sociale, abbiamo vissuto la condizione privante dell’aneu logou. Un nemico invisibile, ancora adesso, ci costringe a usare inespressivi bavagli. Abbiamo scoperto, nel contempo, una nuova prassi collettiva, inimmaginabile fino a qualche tempo fa, abbiamo elevato a regola l’interazione a distanza. La tecnologia virtuale ha colmato un incolmabile vuoto fisico, che ha fatto sentire presto il suo peso attraverso la pulsione di ritornare a essere comunità reale capace di azione e discorso: assiomi fondamentali che in tutte le culture e in tutte le civiltà hanno sempre rappresentato la cifra del vero esistere umano.

Nell’isolamento sociale abbiamo anche ri-scoperto una dimensione che i greci reputavano realmente naturale rispetto all’organizzazione politica, abbiamo ritrovato ciò che nell’antichità era indicato col termine oikia (οἰκία), ossia la casa, intesa come famiglia e considerata la primaria aggregazione di individui.

Abbiamo scoperto, contestualmente, che al restringersi dello spazio, vissuto all’interno delle mura domestiche, il tempo si è dilatato ed è apparso in una nuova dimensione, una sorta di compensazione dello spazio perduto, che ci ha fatto vivere una condizione appartenente ormai a civiltà perdute, civiltà soppiantate dalla frenetica restrizione moderna del tempo vissuto. È sorto, in altra luce, un tempo con una diversa qualità, più naturale, più umana. Si è manifestato un tempo in cui è stato possibile riflettere, osservare, aiutare; un tempo in cui è stato possibile pensare alle nostre vite, nel bene e nel male ci siamo confrontati con le nostre coscienze, abbiamo valutato le nostre possibilità, abbiamo sentito il peso dei nostri limiti. In questo tempo ci siamo chiesti, con più attenzione e responsabilità, cosa sarà del nostro futuro.

La crisi dell’umanità, aperta dalla pandemia, ci ha risucchiato in un vortice di incertezze, ci ha condotto in un labirinto disincantato e ha svelato che la nostra smisurata fiducia nella scienza è in realtà un colosso dai piedi d’argilla; ma nello stesso tempo la crisi ci ha posto di fronte a delle scelte e ha manifestato la nostra capacità di reagire, rivelando la speranza in un futuro più responsabile attraverso una vita più solidale. Per tutte queste ragioni è necessario mantenere questo barlume di speranza e ripartire dal futuro.

Adesso è arrivato il tempo di recuperare lo spazio fisico del dialogo, è necessario recuperare lo spazio della vita pubblica attraverso praxis e lexis. È necessario recuperare lo spazio specifico dell’agorà senza lasciare che il tempo scoperto in isolamento sia trascorso invano.

Adesso è il momento di pensare a ciò che non è stato fatto in passato e realizzarlo nel futuro, è tempo di cogliere il kairos (καιρός), ossia afferrare l’opportunità del tempo attuale e ri-pensare il futuro.

È giunto il tempo di un nuovo confronto di idee, il tempo di nuove riflessioni, il tempo di nuovi pensieri espressi liberamente nei dibattiti pubblici delle piazze.

Un nuovo tempo opportuno, da dedicare al dialogo e al confronto delle idee, si trova nello spazio pubblico offerto dalla rassegna culturale Agorà, il festival del pensiero giunto alla sua terza edizione che si svolgerà a settembre, nei giorni 11-12-13, nella città di Omegna.

Agorà nasce da un’idea dell’assessora alla cultura del Comune di Omegna Sara Rubinelli e si avvale della collaborazione della Società Filosofica Italiana sez VCO e dell’Associazione Psicologi del VCO.

Il tema di questa edizione sarà dedicato a: “Il tempo futuro”, argomento sviluppato attraverso gli interventi di docenti universitari, antropologi, psicologi e filosofi che tratteranno la questione del futuro delle donne, il futuro delle nuove generazioni, il futuro dell’umanità, il futuro della cultura, dell’ambiente e dell’etica post pandemia.

È tempo di ripartire dalla cultura, è tempo di confrontarsi con gli intellettuali, relazionarsi attraverso le parole e i discorsi opportuni nello spazio pubblico.

È tempo di ritornare a essere attori e riappropriarsi della parola, discutendo e argomentando in mezzo agli altri nel libero confronto pubblico.

Il filosofo Giulio Giorello, anch’egli vittima della pandemia, affermava che: “La sfida attuale della filosofia è essere un elemento di contatto, di conoscenza, anche di stimolo polemico, tra culture, civiltà ed esperienze”.

per SfiVCO

Michele Rizzi

 

Lo Spazio bianco propone Federica Caniglia che presenta Coco – un’analisi filosofica dei film d’animazione

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società Filosofica Italiana sez VCO, presenta Federica Caniglia che analizza il bellissimo e significativo film di animazione Coco, prodotto dalla Disney-Pixar nel 2017, evidenziando analogie e nessi filosofici riguardanti in modo particolare il senso della memoria, facendo riferimento al filosofo francese Paul Ricoeur.

 

 

Lo Spazio bianco propone Massimo Flematti che presenta Ritorno a utopia

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società filosofica italiana sez VCO, propone la lettura del libro Ritorno a utopia, di Roberto Mordacci, attraverso la presentazione in video di Massimo Flematti, che analizza il perché è necessario pensare alle utopie.
Roberto Mordacci è Preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove è ordinario di Filosofia morale e Filosofia della storia.

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Ritorno a utopia (Editori Laterza- 2020) Il mondo contemporaneo ha assoluto bisogno di pensare il futuro come una possibilità buona. È nell’ottica di un’opportunità per il cambiamento che questo libro rilegge le utopie moderne da Thomas More a Francesco Bacone, da Henri de Saint-Simon a Zygmunt Bauman. Il ritorno a Utopia è un viaggio necessario, per quanto il suo percorso sia difficile da immaginare con precisione. Superata l’illusione che il progresso si produca automaticamente per un destino o per una necessità storica o tecnologica, abbiamo il compito di immaginare strutture e relazioni sociali che siano meno ingiuste, meno autodistruttive, più vivibili, anche se non perfette. Si tratta di provare a tracciare piuttosto un’anterotopia, ossia l’immagine credibile di un futuro in vista del quale agire con decisione.

Lo Spazio bianco consiglia la lettura del libro – Il sonno del mattino di Robert Harris – presentato in video da Massimo Flematt

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società filosofica italiana sez VCO, consiglia la lettura del libro Il sonno del mattino dello scrittore e giornalista britannico Robert Harris. Nel video introduttivo il prof. Massimo Flematti analizza il testo spiegando le ragioni opportune per leggere un romanzo distopico, che conduce a riflettere, attraverso dati oggettivi, sulla fragilità del progresso tecnologico, che l’autore del libro ha evidenziato nel suo racconto in modo inquietante.
Perché, come dice lo stesso Robert Harris: Siamo all’apogeo del progresso umano e il futuro sarà persino migliore del presente. Ma gli scrittoricontinueranno a offrire visioni meno confortanti. Questa è la nostra funzione.“Spingi la sedia sull’orlo del precipizio – ha scritto Francis Scott Fitzgerald– e ti racconterò una storia”.

Il sonno del mattino - Robert Harris - copertina

“Le parole di Ventotene. Ernesto Rossi e il progetto di unità europea”

“Le parole di Ventotene. Ernesto Rossi e il progetto di unità europea”

In occasione della Festa dell’Europa (9 maggio) solo venerdì 8 e sabato 9 maggio potrete vedere l’interessante documentario “Le parole di Ventotene. Ernesto Rossi e il progetto di unità europea” cliccando al seguente link: https://vimeo.com/310608657
Solo nei giorni indicati visibile per tutti online.
Visibile gratuitamente per le scuole che ne faranno richiesta in seguito.

Lo Spazio bianco propone Miracolo a Milano analisi filosofica di Federica Caniglia

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società filosofica italiana sez VCO, consiglia la lettura del saggio filosofico-cinematografico “Lo sguardo del grande schermo” di Federica Caniglia che, nel video, analizza filosoficamente il film di Vittorio De Sica “Miracolo a Milano”, evidenziando analogie col pensiero di Schopenhauer, Platone, Kierkegaard e sottolineando il messaggio sempre valido di speranza e rinascita proposto dal film.

Amazon.it: Lo sguardo del grande schermo. La filosofia sui set di ...

Lo Spazio bianco consiglia la visione del film Contagion

CONTAGION: LA VISIONE DEL FILM DURANTE LA PANDEMIA POTREBBE ESSERE TERAPEUTICA

Lo Spazio bianco propone intervista Ágnes Heller

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società Filosofica Italiana sez VCO, propone la visione dell’intervista effettuata alla filosofa Ágnes Heller nel settembre del 2016, in occasione della conferenza tenutasi a Verbania su invito della Società Filosofica Italiana sez VCO. Nel video introduttivo, a cura di Michele Rizzi, è consigliata la lettura di alcuni saggi della filosofa ungherese, della quale ne viene tracciato anche un breve profilo biografico.

La bellezza della persona buona - Agnes Heller - Libro - Mondadori ...Radiografia del male: dalle parole malvagie al male radicale - di ...Amazon.it: La teoria dei bisogni in Marx - Heller Agnes - Libri

Lo Spazio bianco consiglia Minority report e Contagion

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale, consiglia la visione del film Minority report e Contagion. Nel video introduttivo, a cura di Michele Rizzi, si possono cogliere alcune riflessioni filosofiche partendo dall’interrogativo: una società deve tutelare in modo particolare la sicurezza delle persone, facendo dello Stato una specie di “Leviatano” secondo l’idea del filosofo Thomas Hobbes, oppure la libertà è un bene così prezioso che implica rinunce anche in termini di sicurezza? E dunque quanto sono importanti le scelte di uno Stato per la tutela della salute delle persone? Secondo il filosofo scozzese David Hume la vita è un «enigma», un «mistero inesplicabile» di fronte al quale occorre abbandonare ogni superstizione e svolgere una serena, seppur condizionata, ricerca intellettuale. 

Contagion - Film (2011)Minority Report - Film (2002) - MYmovies.it


Amazon.it: The Minority Report and Other Classic Stories [Lingua ...

Spazio bianco – Lo sguardo del grande schermo

Lo Spazio bianco, rubrica di promozione culturale della Società filosofica italiana sez VCO, consiglia la lettura del saggio filosofico-cinematografico “Lo sguardo del grande schermo” di Federica Caniglia che, nel video, ci consiglia e ci introduce alla visione dei film di Vittorio De Sica attraverso interpretazioni, riflessioni e riferimenti filosofici.

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Ogni volta che di fronte a noi scorrono le immagini di un film, è come se in un certo senso la nostra vita si amplificasse e nei volti, nei gesti e nei dettagli che scorrono sul grande schermo ritrovassimo una parte anche di noi stessi. Nel cinema lo spettatore può guardare con i propri occhi gli stati d’animo, i caratteri e le storie degli individui, perché nell’immagine è mostrata la dimensione dell’umano senza necessariamente ricorrere alla parola. L’immagine ha rivoluzionato i tradizionali modi di percezione e anche per questo il cinema ha rappresentato una grande rivoluzione nella nostra storia. Nella prima parte di questo testo si approfondiscono le caratteristiche dell’immagine cinematografica e le sue innumerevoli correlazioni filosofiche, per poi focalizzare l’attenzione su alcuni film di successo di Vittorio De Sica, un’icona della cinematografia italiana e internazionale, esponente del neorealismo, per suggerire al lettore-spettatore le possibili suggestioni filosofiche che scaturiscono dalla visione di un film. 

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