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Γνῶθι σεαυτόν

Mercoledì 5 aprile 2017 – Le vite degli altri – film del 2006 di Florian Henckel von Donnersmarck

Giovedì 23 marzo – ore 17.00 – Europa fra passato e futuro

Mercoledì 22 marzo – ore 20.00 – “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo

Mercoledì 15 marzo ore 18.00 – LA BELLEZZA (NON) CI SALVERÀ di Ágnes Heller e Zygmunt Bauman –

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Europa fra passato e futuro – Verbania 2 – 23 marzo 2017

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Mercoledì 15 febbraio ore 20.00 – Antropologia politica degli italiani di Salvatore Natoli

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Mercoledì 1 febbraio – CLASS ENEMY di Rok Bicek

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Lunedì 30 gennaio ore 20.00 – Walter Kohan al Centro Sant’Anna

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Mercoledì 18 gennaio ore 20.00 – A. Roncallo: “Alighieri”

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Lunedì 9 gennaio – Il Principe

LUNEDÌ 9 gennaio – h 21.00

Biblioteca Civica del Comune di Baveno
Letture filosofiche
Niccolò Machiavelli – IL PRINCIPE

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« Coloro e’ quali solamente per fortuna diventano, di privati, principi, con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono. »

Il Principe è un trattato storico-politico di Niccolò Machiavelli, composto nel corso del 1513 durante il soggiorno forzato dell’autore all’Albergaccio (il suo podere agricolo presso S. Casciano) dove era stato confinato in seguito al fallito colpo di stato contro i Medici l’anno prima. È lo stesso Machiavelli a dar conto della composizione dell’opera nella lettera a Francesco Vettori del 10 dic. 1513, in cui dichiara di aver scritto un “opuscolo” intitolato De principatibus in cui spiega “che cosa è principato, di quale spezie sono, come e’ si acquistono, come e’ si mantengono, perché e’ si perdono”, confidando all’amico di voler dimostrare attraverso questo piccolo libro tutta la sua esperienza politica e sperare, in tal modo, di essere riammesso al servizio dei Medici. L’opera è infatti dedicata a Lorenzo de’ Medici cui è indirizzata una lettera dedicatoria (inizialmente l’autore pensava di rivolgersi a Giuliano, poi morto prematuramente) e si conclude con un’appassionata esortazione alla signoria affinché si metta alla testa di un non meglio precisato moto di riscossa nazionale, che scacci lo straniero dall’Italia e riunifichi politicamente la Penisola sotto il proprio dominio. Il testo rientra nel genere del trattato in prosa quale si era delineato nel Cinquecento rifacendosi ai modelli classici, soprattutto latini (Cicerone in primis) ed è suddiviso in 26 capitoli piuttosto snelli, strutturati secondo un preciso schema: dopo il cap. proemiale che enuncia la materia, l’autore passa in rassegna i vari esempi di principato (II-XI), quindi tratta il tema delle milizie (XII-XIV), elenca le qualità del principe (XV-XXIII), affronta il tema della fortuna e della virtù (XXIV-XXV) e infine rivolge la sua esortazione ai Medici (XXVI). Propriamente il testo vuol essere una sorta di insegnamento ai sovrani e ai potenti sul modo migliore di gestire e mantenere il potere su uno Stato, frutto della passata esperienza politica dell’autore e delle sue conoscenze teoriche, e tale insegnamento prescinde totalmente da qualunque scrupolo morale e religioso, per cui si può affermare che il trattato getti le basi della teoria politica moderna. Il testo ebbe enorme risonanza in Italia e in Europa e attirò numerose critiche contro il suo autore, presto accusato di immoralità e di cinismo politico (il cosiddetto “machiavellismo”), mentre nel clima della Controriforma l’opera venne posta all’Indice dalla Chiesa e in seguito sottoposta a un intenso lavorio interpretativo, che non di rado ne ha snaturato profondamente il senso originario (tale atteggiamento si manifestò soprattutto tra XVI e XVII sec., perdurando sino al Settecento).

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